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    Diario degli sviluppatori ACC China - L'arte e la Cina

    Salve Community,

    Siete curiosi di saperne qualcosa di più sui retroscena di Assassin's Creed Chronicles: China?
    Allora non perdetevi il nostro Diario degli sviluppatori!





    Chiedetelo a un qualsiasi sviluppatore: di certo vi dirà che gli ultimi mesi di un progetto sono sempre esaltanti. Questo è particolarmente vero per il team di Climax Studios, che ha lavorato ad Assassin's Creed Chronicles: China. Perciò quando abbiamo incontrato Glenn Brace, direttore grafica del progetto, lui è stato più che felice di parlarci del suo lavoro.

    Glenn ci ha spiegato che il team non ha sentito troppo la pressione delle aspettative legate a un gioco con protagonista l'amatissima Shao Jun. "Fin dall'inizio, Assassin's Creed Chronicles è nato come un progetto nuovo all'interno dell'universo di Assassin's Creed, e un personaggio relativamente poco definito come Shao Jun era perfetto per iniziare al meglio questa nuova serie."

    Come molti altri suoi colleghi di Climax, Glenn conosceva benissimo Assassin's Creed anche prima di lavorare a Chronicles China e Assassin's Creed II è il suo capitolo preferito della serie (almeno fino a oggi). Quando Shao Jun è stata confermata come protagonista del nuovo gioco, il team ha esultato.

    Una delle caratteristiche innovative di Assassin's Creed Chronicles: China è l'impostazione 2.5D del gioco, che ha implicato una reinterpretazione dei canoni della serie. "Ubisoft è stata molto chiara: volevano che interpretassimo a modo nostro l'esperienza di gioco di Assassin's Creed in 2.5D. Ci hanno lasciato liberi di scegliere la grafica che preferivamo, che è subito piaciuta anche a Ubisoft." Con una prospettiva simile davanti, il team di Climax non ha lavorato solo per sfruttare al meglio le opportunità offerte dal 2.5D, ma anche per sviluppare uno stile e un'estetica che rendessero l'idea dell'ambientazione e del periodo storico. "Volevamo catturare l'essenza della Cina, della grazia e dell'energia dei movimenti della nostra eroina, Shao Jun."

    Stile e direzione grafica hanno seguito un percorso verso la contemporaneità ispirandosi agli inchiostri impressionistici delle opere di Jung Shan. Questo è servito a superare una delle sfide imposte dal 2.5D: per una resa realistica degli ambienti, Climax ha dovuto cogliere l'essenza degli scenari più che limitarsi a riprodurli."Per Assassin's Creed Chronicles: China è stato difficile trovare dei riferimenti autentici alla Cina del Cinquecento, ma ci siamo ispirati a ciò che avevamo a disposizione, in particolar modo per la progettazione dei personaggi. La fase di documentazione storica ci è servita, ma considerando l'obiettivo di Assassin's Creed Chronicles sono stati più i riferimenti visivi e le influenze artistiche a determinare la grafica e lo stile del gioco."

    Glenn e il suo team sono anche riusciti a implementare un uso originale della parallasse senza tradire il retaggio del 2D, dando vita nel gioco a uno stile grafico unico. Questo, secondo Glenn, si ricollega alla libertà che Ubisoft ha concesso al team di Climax all'inizio della lavorazione di Chronicles. "Mi lasciano tuttora sbalordito la fiducia e la libertà concesse da Ubisoft per ampliare i confini dell'universo di Assassin's Creed. Il punto è che abbiamo realizzato tre capitoli diversi, totalmente diversi fra loro per stile e genere, senza però tradire l'esperienza di Assassin's Creed. Questo dimostra quanto siano forti e iconici i concept, la grafica e i temi di Assassin's Creed. Se Ubisoft non ci avesse concesso tanta autonomia, dubito che oggi avremmo un titolo così innovativo nell'ambito di Assassin's Creed."

    Tra i leggendari Assassini della storia, Shao Jun brilla come una stella. La sua vicenda, il suo costume rosso e nero e persino le sue scarpe dotate di lama introducono elementi di novità che danno nuovo respiro all'esperienza di gioco di Assassin's Creed.

    Glenn Brace lavora nell'industria dei videogiochi da quindici anni. Ha cominciato con i giochi di guida, che ancora lo appassionano. Ha studiato illustrazione e grafica digitale 3D ed è nel team di Climax Studios dal 2002.

    Per saperne di più ascolta Matt Duff, capo progettista di Climax Studios, sul Network Podcast di Assassin's Creed.

    Ascolta QUI il Podcast.
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  2. #2
    L'avatar di Shamano Assassin's Creed & The Division Moderator
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    Allora, io dico una cosa, fino a quando Ubisoft avrà persone come Yves Guillemot a capo, l'azienda e i suoi prodotti saranno una fucina di idee e innovazioni.
    Il suo diktat è molto chiaro: spostare sempre più in là i confini della creatività. Quindi non mi sarei aspettato per nulla al mondo paletti, copioni, cose prestabilite su un progetto del genere, ma solo delle linee guida sulle idee del gioco. Così come i creativi in Ubisoft hanno ampia libertà e molte volte carta bianca sul da farsi, così studi esterni hanno margini di creatività elevati.

    Sulla scelta grafica dico che ci sta a meraviglia, un trionfo di arte che ricorda sperimentazioni favolose come Child of Light e Valiant Hearts, seppure l'UbiArt non sia stato utilizzato.

    Climax poi è già leggenda con la storia che ha, quindi mi aspettavo qualcosa sui generis e devo dire che il risultato è stato eccellente
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  3. #3
    Ciao Shamano,

    Grazie di aver condiviso la tua opinione
    Come hai detto te, seppur non sia stato utilizzato l'UbiArt Framework Engine, il risultato è molto carino e riesce a ricordare il suo stile. Ubisoft punta molto sulla creatività e ci fa solo piacere quando essa viene riconosciuta e apprezzata dai nostri giocatori!
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